La nave dei veleni


Mi sono dedicata molto alle ricerche sulla "nave dei veleni" affondata anni fa a Cetraro (Cs). Ci sono stati degli sviluppi recenti che, comunque, non risolvono quasi nulla e lasciano ancora aperti molti quesiti, a cominciare dal nome della nave.

Ecco cosa scrive l'Ansa:
"Ansa, 8 settembre 2009: “Rifiuti in Calabria: ''Quotidiano'', si cerca secondo relitto. Cetraro (CS). Il personale dell'Agenzia regionale per l'Ambiente della Calabria (Arpacal) sta effettuando accertamenti al largo della costa di Cetraro, nel cosentino, per verificare se c'é uno scafo affondato. Le ricerche rientrano nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Paola sulla morte di alcune persone che potrebbe essere stata procurata da rifiuti radioattivi. Lo scrive il Quotidiano della Calabria. Ricerche vengono effettuate a venti miglia dalla costa e a oltre 300 metri di profondità. Il personale dell'Arpacal, al quale stamani si aggiungeranno anche quelli del nucleo ambientale della polizia giudiziaria, hanno perimetrato l'area e stanno effettuando i controlli con un apposito sonar. Si stanno facendo anche alcune fotografie del fondale marino per accertare se si è davvero di fronte a un natante inabissato. La Procura di Paola ha contattato anche la Marina militare la quale ha escluso che in quella zona siano affondate navi per eventi bellici o fenomeni naturali. L'inchiesta della Procura di Paola, avviata nei mesi scorsi, riguarda le morti nella zona del Tirreno cosentino che sarebbero state provocate dalla presenza di rifiuti radioattivi. Il sito dove sarebbero stati stoccati i rifiuti si troverebbe nell'alveo del torrente Oliva a Serra D'Aiello". Non è un'Ansa qualsiasi per chi conosce anche per sommi capi il contesto. E la storia possibile in cui si inseriscono, geograficamente e per contiguità spaziale, i fatti elencati in quella notizia è di quelle che fanno rizzare i capelli. Non compare sui quotidiani, ma a spizzichi e bocconi su qualche rivista; in particolare L’Espresso e Riccardo Bocca vi hanno dedicato spazio e profondità di indagine. Per tenere saldo un filo logico occorre mettere insieme tanti pezzettini sparsi qua e là. Quando però si inizia ad avere anche solo una percezione di quello che potrebbe essere stato, con l’immaginazione che aiuta a ricostruire un quadro plausibile, non si può non far sapere. In quell'area (per inciso, vi ha una grande influenza la ‘ndrina Muto di Cetraro e i Gentile di Amantea) sulla spiaggia di Formiciche nel comune di Amantea, il 14 dicembre 1990 si arenò la Jolly Rosso, già conosciuta come "nave dei veleni" poichè era andata a riprendere in Libano il carico tossico di una nave italiana che dopo aver girovagato per il Mediterraneo si era fermata là e il governo libanese ha costretto l'Italia ad andare a prendersi il carico. Per molto tempo, si è sospettato che la nave trasportasse rifiuti radioattivi e che lo spiaggiamento fosse un incidente di percorso, dovendo la nave essere nei propositi iniziali inabissata. Le indagini furono archiviate nel gennaio 1991; nel 1993, per errore, la documentazione venne trasmessa alla Procura di Lamezia Terme. Ripresero e fu interessata la Procura di Paola per competenza territoriale. A Reggio Calabria intanto continuavano le indagini sulle numerose navi scomparse nello Ionio e nel Tirreno e interessata era anche la Procura antimafia. Furono indagati anche gli armatori Messina, proprietari della nave che, in una vicenda giudiziaria che dura da 19 anni, nell'aprile scorso sono stati sollevati dalla Procura di Paola da ogni responsabilità e la loro posizione definitivamente archiviata. E' un'inchiesta talmente sconcertante per ciò che alcuni spezzoni, in particolare quelli condotti dal Pm di Reggio Calabria Francesco Neri e dal Procuratore antimafia Matassa, hanno portato in superficie che non si può non porvi attenzione. Il procuratore Matassa durante una conferenza tenuta in Francia, organizzata da Marc Filterman nel 2000, si era rivolto all'uditorio dicendo che quello che sarebbe andato a raccontare era talmente incredibile che non avrebbe potuto rendere nemmeno l'idea in quel poco tempo. Ci sono state, durante le indagini, anche morti sospette, come quella del capitano De Grazia, morto mentre stava andando in macchina dalla Calabria a La Spezia, città da dove era partita la Jolly Rosso per poi finire arenata a Formiciche. Era il 12 dicembre del 1995. De Grazia, durante una sosta del viaggio a Nocera inferiore, fu l’unico a mangiare una fetta di torta. Guidando si addormentò; ci fu un incidente e mòrì. Stava indagando sulle navi affondate in modo sospetto nel Mediterraneo (o sparite) e tra queste riteneva di poterci mettere anche la Jolly Rosso. Aveva anche fatto tappa a Matera per incontrare il Procuratore Pace che si stava occupando della centrale Enea-Sogin della Rotondella, al centro di inchieste sullo smaltimento di rifiuti radioattivi con implicazioni della mafia calabrese. Cercheremo di tener viva l'attenzione sul caso pubblicando articoli a disposizione, inchieste e documenti. In parte ne avevo già parlato in un articolo dello scorso anno, Wireless, toccando alcune figure centrali anche, almeno per la residenza, la nostra provincia. Le inchieste del Giudice Neri hanno toccato la vicenda internazionale delle navi scomparse. Sarebbero 39 le navi affondate nel Mediterraneo tra gli anni '70 e '80, e si sospetta fosse una modalità per smaltire rifiuti radioattivi. E non solo per incassare l’assicurazione. Questa era solo un felice effetto collaterale. Sulla Jolly Rosso sono stati rinvenuti da parte della Capitaneria di porto documenti che riproducevano le tecniche che la società Odm (Ocean disposal management) stava proponendo a mezzo mondo per l'immersione di scorie radioattive incapsulate in proiettili di acciaio. La dispersione in mare dei rifiuti radioattivi è proibita dalla Convenzione di Londra. La società era di Giorgio Comerio (residente a Garlasco, poi a Lugano) e del suo socio Gabriele Moleschi. La Odm faceva affari in Argentina e in Africa, in particolare nel Corno d’Africa e in Somalia. A casa di Giorgio Comerio, a Garlasco, durante una perquisizione fu trovato il certificato di morte di Ilaria Alpi, uccisa il 24 marzo del 1994 a Mogadiscio (qui). Fino a non molti anni fa, su di un sito di una azienda del Cantone del Ticino si potevano ancora vedere i progetti dei missili da immersione in orgine venduti dalla Odm. Il suo nome è comparso anche nelle inchieste di qualche anno fa per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici in Basilicata, al quale una grande mano l’avrebbero data esponenti della cosca Vottari-Romeo e Nirta. A proposito della Jolly Rosso, nel Rapporto Ecomafie2006 a pagina 344 è scritto: ”A mettere un carico da undici arriva la risposta che il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, fornisce per conto del Governo ad una interrogazione di Ermete Realacci, deputato e presidente onorario di Legambiente. Dalle parole del Ministro, messe nero su bianco senza reticenze e, successivamente, dalle audizioni della Commissione parlamentare di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dal deputato, Paolo Russo, esce confermato un quadro impressionante che parte dalla Rosso, ma va ben oltre la Rosso: “da un’attenta analisi dei documenti è emerso un imponente progetto per lo smaltimento in mare dei rifiuti radioattivi con la scelta dei vari siti che, nel pianeta e anche nel mare Mediterraneo, avrebbero raccolto I pericolosi rifiuti. In particolare – continua Giovanardi – il Comerio, peraltro noto trafficante di armi, aveva in animto di  vmodificare una nave RO-RO (le stesse navi utilizzate per affondare le scorie radioattive), precisamente la Jolly Rosso, per la costruzione di particolari ordigni (le telemine) o per l’alloggiamento e lancio dei penetratori”. Comerio è ritenuto "sicuramente massone" dagli stessi Carabinieri e in una deposizione contenuta nell'atto che si pubblica di seguito un ex ufficiale del Nor sostiene di esserci già imbattuto nel suo nome, prima della vicenda Jolly Rosso, durante le indagini sulla fuga di Licio Gelli a Montecarlo. Di quoelle navi scomparse parlò anche un boss pentito dell'ndrangheta. Le sue dichiarazioni sono state riportate in un articolo de L'Espresso: «Io stesso mi sono occupato di affondare navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi. Nel settore avevo stretto rapporti nei primi anni Ottanta con la grande società di navigazione privata Ignazio Messina, di cui avevo incontrato un emissario con il boss Paolo De Stefano di Reggio Calabria. Ci siamo visti in una pasticceria del viale San Martino a Messina, dove abbiamo parlato della disponibilità di fornire alla famiglia di San Luca navi per eventuali traffici illeciti. Fu assicurato che non ci sarebbero stati problemi, e infatti in seguito è successo. Per la precisione nel 1992, quando nell'arco di un paio di settimane abbiamo affondato tre navi indicate dalla società Messina: nell'ordine la Yvonne A, la Cunski e la Voriais Sporadais. La Ignazio Messina contattò la famiglia di San Luca e si accordò con Giuseppe Giorgi alla metà di ottobre. Giorgi venne a trovarmi a Milano, dove abitavo in quel periodo, e ci vedemmo al bar New Mexico di Corso Buenos Aires per organizzare l'operazione per tutte le navi. La Yvonne A, ci disse la Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni di scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze tossico-nocive. Ci informò anche che le imbarcazioni erano tutte al largo della costa calabrese in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza. lo e Giorgi andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia di ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto con i capitani delle navi tramite baracchino e demmo disposizione a ciascuno di essi nell'arco di una quindicina di giorni di muoversi. La Yvonne A andò per prima al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque internazionali in corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima al largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla famiglia Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti di dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a riva. Gli uomini recuperati», si legge nel memoriale, «sono stati messi su treni in direzione nord Italia. Finito tutto, io tornai a Milano, mentre Giuseppe Giorgi andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per nave che erano stati concordati». «So per certo», racconta l'ex boss della 'ndrangheta, «che molti altri affondamenti avvennero in quel periodo, almeno una trentina, organizzati da altre famiglie, ma non me ne occupai in prima persona". http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/01/Rifondazione_avviso_per_gli_appalti_co_0_9305018645.shtml e' accusato di violazione delle norme antimafia
Rifondazione, avviso per gli appalti rifiuti
raggiunto da avviso di garanzia Rebecchi Mario 52 anni presidente del consorzio smaltimento rifiuti e consigliere provinciale di Rifondazione comunista: era a conoscenza del fatto che una ditta, della quale e' titolare, non era in regola con la normativa antimafia

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ NORME ANTI MAFIA TITOLO: Rifondazione, avviso per gli appalti rifiuti - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LUCCA . Avviso di garanzia a Mario Rebecchi, 52 anni, presidente del Consorzio smaltimento rifiuti della Versilia e consigliere provinciale di Rifondazione comunista. Ad inviarlo e' stato il sostituto procuratore circondariale di Lucca, Carmelo Asaro, ipotizzando il reato di violazione delle norme antimafia in materia di appalti. Rebecchi, secondo l' accusa, sarebbe stato a conoscenza del fatto che la ditta che si era aggiudicata un appalto per il trasporto dei rifiuti della Versilia aveva sub appaltato ad un' altra azienda, che non figurava regolarmente iscritta negli elenchi previsti dalla normativa antimafia. Oltre a Rebecchi . che ha negato ogni addebito . destinatario di un' informazione di garanzia e' il titolare della ditta al centro della vicenda. Il consorzio presieduto da Rebecchi raggruppa tutti i comuni della Versilia nord: Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza.Ostuni

Ma anche Repubblica ne scrive un pò, già dal 2006:
Repubblica — 03 giugno 2006   pagina 6   sezione: BARI
OSTUNI - Nessuna domanda è stata presentata all' avviso per manifestare l' interesse a partecipare alla gara per la rimozione dell' Hanife Ana, la motonave turca incagliata dal 6 febbraio scorso nel mare di Ostuni, dinanzi a Costa Merlata. Nessuna società ha manifestato interesse a partecipare finora alla gara per la presentazione del piano di rimozione e dell' offerta economica. La scadenza del primo giugno era un filtro. Il termine vero e proprio per la scadenza dell' avviso è il 16 giugno. Il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, preoccupato per i danni alla stagione balneare per la presenza della motonave sul litorale di Costa Merlata, ha augurato che «gli sforzi delle istituzioni, a cominciare dal Comune di Ostuni per finire alla Protezione civile passando attraverso Provincia, Regione e capitaneria, non siano resi vani» dalla mancata partecipazione di ditte interessate. «Mi auguro - ha aggiunto che non stiano facendo alcun giochetto finalizzato solo a ricavare qualche guadagno in più rispetto a quello già notevole messo a gara. La mia maggiore preoccupazione è quella che vengano anteposti, rispetto agli interessi di tutto il territorio, quelli meno nobili legati a un maggior guadagno». Prostitute cinesi a Ostuni si spacciavano per turiste

Repubblica — 29 dicembre 2005   pagina 9   sezione: BARI
OSTUNI - Gli agenti del commissariato di polizia di Ostuni hanno scoperto nel centro storico della città bianca una casa d' appuntamento dove si prostituivano due ragazze cinesi, prive del permesso di soggiorno. L' appartamento è stato preso regolarmente in affitto da una coppia di connazionali per il periodo delle festività: dal 22 dicembre al 2 o 3 gennaio. I due, che sono stati denunciati, hanno poi ceduto l' immobile alle due ragazze. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione ieri sera hanno trovato alcuni clienti e sequestrato circa 7mila euro in contanti. Il proprietario dell' abitazione era all' oscuro di tutto. I clienti venivano attirati da un annuncio su un quotidiano locale, trovato nel corso della perquisizione: "A Ostuni, novità, prima volta, 21 anni, bellissima, bravissima, solo distinti. Chiamami", questo il testo dell' annuncio. Le prestazioni costavano 50 euro ciascuna. Alla scoperta dell' Ostuni segreta grotte e fonti che io andrei a controllarmi se lavorassi al ministero dell' ambiente..
Repubblica — 02 settembre 2008   pagina 7   sezione: BARI  ma perche' questo furto alla stimatissima Rosanna cancellieri eppure ostuni e' piena di personaggi dello spettacolo e davvero piena di migliaia di turisti, perche' proprio ad una giornalista stimata come lei?che stesse indagando sulle navi o che qualcuno pensasse che fosse li' per farloanche perche ' leggendo le mie ricerche' c'e una coincidenza con un altra collega e questa inchiesta sempre di rai 3 ,   in piu' e' una stimatissima giornalista  come  la cancellieri in prima fila per i diritti umani ,  non credo che abbia mai detto le parole delle quali si e' riportato nel articolo.forse qualcuno voleva farsi pubblicita' perche' voleva affiancarsi al cognome della cancellieri fa' colpo anche in america sulla carta stampata..
Dopo il furto di gioielli, documenti ed accessori moda (circa 7mila euro) subito dalla giornalista Rosanna Cancellieri, vittima insieme ad altri ospiti di un "colpo" nella villa dell' imprenditore immobiliare romano Mario Iacobucci, del quale era ospite, il sindidaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, si era precipitato a porgere le scuse della Città Bianca. Una mossa forse strategica, dettata dal timore che la notorietà del personaggio in questione potesse arrecare danni d' immagine alla sua città. Ora però - "dopo le pesanti dichiarazioni della giornalista che ha paragonato Ostuni all' Africa" - Tanzarella "ha deciso di chiedere una azione risarcitoria per il danno di immagine" alla sua Ostuni. Il sindaco, proprio come ha fatto la telegiornalista mondana, risponde per le rime e va giù duro, ricordandole fra l' altro i passati trascorsi nel reality più seguito di mamma Rai. «La Cancellieri - sottolinea - deve ricordare che non sta sull' Isola dei Famosi e che quindi non deve approfittare di una disavventura per farsi pubblicità a buon mercao to, diffamando e ingiuriando territori rigogliosi e popolazioni generose e ospitali. Sarebbe bene che ritornasse in se stessa e chiedesse scusa per i modi e i termini usati nell' esprimere un legittimo rammarico per una disavventura che è comune dalle Alpi e Sicilia». Poi, a proposito di quella frase "offensiva", aggiunge: «Ci avrebbe fatto anche onore essere paragonati all' Africa, se non fosse che la Cancellieri quel paragone l' ha usato con disprezzo e dileggio». Una soluzione? «La signora, peraltro pugliese, farebbe bene a tornare a Ostuni e chiedere pubblicamente scusa alla città». Sembra però difficile che la Cancellieri possa accogliere la proposta. Venerdì scorso, all' indomani del furto subito, la telegiornalista aveva usato pubblicamente parole pesanti. «Sono schifata, non tornerò più in Puglia - aveva detto furiosa - Ho girato tutto il mondo, ma una cosa del genere non mi era mai capitata». E in fretta e furia aveva fatto i bagagli con quanto risparmiatole dai ladri, per lasciare Ostuni, dove era arrivata da pochi giorni insieme ad Antonio Barea de Luna (personaggio televisivo di Rai2 e FoxTv) per riposarsi nella villa di Iacobucci, sulla strada fra Ostuni e Francavilla Fontana. Amarezza comprensibile. Ma in fondo perché non prenderla con filosofia, come la sua laurea le suggerirebbe? (t. tum.) Ostuni, ladri nella villa vip: bottino centomila euro

Repubblica — 29 agosto 2008   pagina 1   sezione: BARI
«Sono schifata, non tornerò più in Puglia. Ho girato tutto il mondo ma una cosa del genere non mi era mai capitata». Rosanna Cancellieri, giornalista del Tg3, torna a Roma dopo aver interrotto in anticipo la sua vacanza ad Ostuni: nella notte tra giovedì e venerdì le hanno portato via vestiti e gioielli per settemila euro. Rosanna Cancellieri era ospite con Antonio Barea de Luna (personaggio di Rai2 e FoxTv) dell' imprenditore romano, Mario Iacobucci, in una villa di campagna. I ladri hanno rubato pezzi di arredamento per oltre 20 mila euro, e 80 mila euro di assegni circolari.ostuni non lascia le mie ricerche dalla nave haifa ana , alla ostuni segreta, ai furti ad una giornalista alla demolizione degli ecomostri...due ecomostri ,
. (a.g.) A Ostuni si demoliscono due ecomostri

Repubblica — 21 marzo 2003   pagina 8   sezione: CRONACA9sempre appalti del 1994 ma firmati da chi?chi era il ministro nel 1994 chi era il consulente perche e' il  Consulente per Aziende Italiane nel Medio ed Estremo Oriente;essendo hanifa -ana non un nome nazionale ..le ditte di appalto italiane il consulente che doveva vigilare su ostuni e fare rimuovere subito quella nave chi era? in calabria si sospetta che sia la crusky e questo non e' un nome nemmeno italiano ma nemenodel estremo oriente,e' balcano ,russo ,serbo, quindi chi c'era ad essere consulente per le stesse motivazioni nel 1999 come riportato da inchieste gia pubbliche a capo quindi responsabile di queste Aziende Italiane nell’area dei Balcani che alla fine delle mie ricerche pubbliche e di magistrati ed investigatori seri scopriremo ,partire dal nord italia verso il sud..ma a ostuni troviamo anche l'abuso edilizio,si pensa finalmente ad abbattere due ecomostri .
Le ruspe entreranno in azione stamattina, alle 11. Obiettivo: eliminare due piccoli "ecomostri" che abbruttiscono la costa di Ostuni. A decidere l' intervento è la polizia municipale della "città bianca", su disposizione dell' amministrazione comunale. S' inizierà dalla demolizione degli immobili abusivi di Cosimo Calò, in contrada Refrigerio, all' uscita svincolo della 379 per Diana Marina: in questo caso, le contestazioni della polizia municipale risalgono al lontano 1977. Ciò nonostante è stato realizzato di tutto: una piattaforma di 2 mila metri quadrati; tre manufatti completi di rifiniture che li rendono agibili; altre due piattaforme, una di 252 metri quadrati, al cui interno sono stati ricavati 4 locali, e un' altra di 50 metri. Altri immobili abusivi saranno abbattuti a Villanova porto,dove Francesco Polignino ha realizzato capannoni e altri manufatti su un' area di proprietà comunale e soggetta a vincolo paesaggistico, tra la Torre Angioina del porticciolo e la zona archeologica di Villanova.
continuo le ricerche partendo da Mario Chiesa ed arrivo al nome Nello Boni,  ma che io ricordavo solo come Nello Boni  ,non credevo che esistesse una legge che gli consentisse di diventare onorevole .

Nello Boni nel 1994, come riportato da repubblica, in Germania per l'inchiesta tangentopoli viene condannato ,a 18 mesi di carcere ma da dove parti' l'inchiesta?che porto' forse ad un suo ingiusto arresto, potrebbe essere stato davvero ingiusto l'arresto se e' diventato onorevole? rifiuti tossici del  magistrato Antonio Di pietro,http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite ora non piu' magistrato ,ma il link mani pulite lo dobbiamo al suo parsimonioso lavoro de grande magistrato,come riportato da questo link ,http://www.polisblog.it/post/4102/tangentopoli-edizione-2009-arrestato-mario-chiesa di nuovo tirato fuori ora ,il giornale   repubblica che non mi sponsorizza lavoriamo gratis in questo blog, e siamo tutti ferventi cattolici,   ha un servizio straordinario per chi fa ricerche' come me, un archivio giornalistico vasto che incomincia dal 1984  fino ad oggi,onorevole Nello Boni,  ha pesanti e gravi  accuse. Ma dove e' stato eletto ,con quale partito si e' presentato?cosi' scopro che Nello Boni si presenta come da link pubblici, alle elezionii http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2004/06/15/UL2PO_UL201.html a ferrara  .Essendo lui modenese dove altro poteva presentarsi?http://www.elezioni.comune.parma.it/elezioni2004/default.asp?pag=candE ecco il secondo link elezioni il partito era DC-Paese Nuovo..ed io stabilendo che e' proprio luiposto l'articolo e il link  di quando ''mani pulita '' tangentopoli arriva da lui in germania il 20 ottobre del 1993..
 
data 20 ottobre del 1993 mani pulite arriva in germania Nello Boni http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/23/mani-pulite-arriva-in-germania.html ,ma chi lo ha votato?da dove e' uscito questo miracolo elettorale?io a questo punto ritorno a sbirciare in repubblica e torno alla mia nave Nello Boni Mario Chiesa rifiuti tossici, torno a ostuni,  e trovo un altro miracolo elettorale,nello stesso anno    a ostuni zone della Hanife-Ana  la nostra nave turca incagliata dal 2006 ,   Il sindaco in puglia dopo decenni finalmentee' lo stesso che  aveva risposto a toni forti alla giornalista di rai tre Rosanna Cancellieri, e li sempre secondo l'articolo c'e' un vero e proprio plebiscito ,infatti quello che si è registrato ad Ostuni dove è stato riconfermato alla carica di sindaco il candidato di centrosinistra che dichiara :"non voglio casini politici e quindi amo comprendere chi sono le persone delle quali mi andrei a circondare " Tanzarella che con il 59,78% dei consensi ha di gran lunga superato tutti, ed io come le formichine che seguono il pane mi cerco il sindaco di ostuni,    Tanzarella , scopro che e' un cognome a ostuni e proincia   difusissimo, una famiglia secolare di ostuni  lui grande avvocato,e  ci sono online vari blog o forum dove alcuni tanzarella non appartenenti forse  lui ma di   ostuni, cercano gli avi.. dove si cerca addirittura la dinastia nobiliare di questa famiglia, che volendo essere specifica avendo letto, gli errori di ricerca, gli stemmi principeschi di ostuni e zone limitrofe appartengono ai ''tanzi''famiglia nobiliare di milano,lo trovo attivista verso l'immigrazione ecco perche' era tanto infuriato con rosanna cancellieri, per le sue dichiarazioni, lo trovo ad accogliere niky vendola a ostuni per una piccola struttura benedetta dal vescovo, sempre opera della famiglia tanzarella,e tornando indietro sempre su repubblica trovo lo sbarco degli albanesi    ostuni e qui rovo un altro web per vedere se il periodo degli sbarchi combaciava con la nave il web e' questo :http://assomigra.blogspot.com/2009_02_11_archive.html  dove c'e' scritto che e' una rete dove da allora si sono creati degli Sportelli non profit per l’assistenza sanitaria e legale,la erogazione dei servizi e più in generale,per la difesa degli interessi degli stranieri in Italia .E gli albanesi arrivarono 3 anni prima della nostra nave come ho letto dal blog ma leggendo mi ritrovo il cognome del Sindaco di ostuni infatti copio e incollo per non fare errori di scrittura che potrebbero essere fraintesi :"hanno 'inoltre collaborato con l’attività del Centro il preside Franco Loparco, il Sig. Biagio Falabella, il maresciallo Angelo Clarizia ed i legali Avv.ti Salvatore De Stradis e Claudio Russo, oltre alla signora Anna Tanzarella Pavone ed all’attivo curatore del centro, Avv.Alfredo Cavallo.  alla signora ""Anna Tanzarella Pavone"' parente del sindaco che ha vinto ad Ostuni?sempre da repubblica questo Sindaco cosi' importante tutti avvocati e associati a quanto ho compreso ,non riusciva a trovare una appaltatore che gli rimuovasse la nostra Hanifa- Ana , ho cercato online e scopro che sempre i 'tanzarella hanno aperto centri caritatevoli nel 2004 2005 niky vendola era presente alle loro inaugurazioni ,e queste sono le elezioni del 2004  (Repubblica — 16 giugno 2004   pagina 10   sezione: IL VOTO IN PUGLIA
BRINDISI - Torna ad essere gestita dal centrodestra l' amministrazione comunale di Brindisi. E' infatti l' europarlamentare forzista, Domenico Mennitti, il candidato che con il 53,08% dei voti si è aggiudicato al primo turno la poltrona di primo cittadino. Un consenso raggiunto grazie al sostegno di Alleanza nazionale, Udc, Pri, Pli, Nuovo Psi e Insieme per la città (lista civica). Rimasto a quota 38,5% il candidato del centrosinistra Vincenzo Guadalupi. Quello registrato a Brindisi resta per molti un risultato preannunciato perché condizionato dalla fine traumatica, quanto anticipata, della seconda amministrazione di Govanni Antonino finito in manette lo scorso ottobre insieme ad altri esponenti del consiglio comunale con l' accusa di corruzione, concussione e truffa. Un vero e proprio plebiscito si è registrato ad Ostuni dove è stato riconfermato alla carica di sindaco il candidato di centrosinistra che ripete sempre la stessa frase''non voglio casini politici e quindi amo comprendere chi sono le persone delle quali mi andrei a circondare '' Tanzarella che con il 59,78% dei consensi ha di gran lunga tutti anche nell'2009 rieletto ancora lui,a giugno.ma passiamo ad altri link, io sono partita per le navi dal 1994 , ma l'incidente turco italia, che partiva da un porto del nord quello di ravenna, come indicato anche per le navi che dal 94 in poi sarebbero state depositate sui nostri fondali,dovevo comprendere quale punto del nord italia poteva essere e hanifa ana mi ha suggerito il suo portodi scalo,ravenna.continuiamo con i link       http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=25157  questo e' l'iniziono delle mie seconde ricerhe.eccone i link di inizio, tutte ambientalistiche, e gratuite per combattere lo smaltimento dei rifiuti tossici ,i famosi  bidoni nelle acque come e' successo nella bellissima cittadina di cetraro, de mio grande amico paky vaccaro, uomo splendido innamorato della moglie che teme per le conseguenze della nave appena trovata per se stesso, per i suoi familiari e per i bambini di cetrato..avvelenare le acque significa avvelenare il pesce i crostacei, portare i bambini a fare il bagno in quelle acque, e i bambini non si toccano. tutto quello che c'e sulla nave di ostuni poi c'e la new entri,la nave dei veleni di cetraro,in calabria.
la nave Di ostuni""HANIFE ANA""(http://www.ostuni.tv/Ostuni_Film/Utenti/Ostuni_Flore/Ostuni_Filmati_Hanife_Ana.htm la nave di cetraro calabro ,ma dato che cercando nel passato,e precisamente nel   1994 succedeva questo e ho trovato questo,http://reggiopress.blogspot.com/2007/11/la-nave-dei-veleni.html ""A Mogadiscio, un commando somalo uccide Ilaria Alpi, inviata del Tg3 Rai, altra giornalista di rai tre, come  rosanna cancellieri,  che viene derubata a ostuni con  Ilaria alpi mori'   l'operatore Miran Hrovatin. I due erano in Somalia per seguire la guerra tra fazioni che stava insanguinandoil Paese africano e le operazioni militari lanciate dagli Usa,insieme ad altri paesi tra cui l'Italia, con il nome di 'Restorhope'. Stando alle numerose testimonianze in loco, poco primadell'omicidio i due giornalisti stavano indagando su un trafficodi rifiuti e armi che vedeva coinvolto il nostro paese e lastessa Somalia.  poi c'e  http://www.agenziami.it/articolo/4548/Navi+dei+veleni+Nuove+rivelazioni+di+Francesco+Fonti+verra+sentito+dalla+Commissione+sulle+Ecomafie iferendosi alle navi che sarebbero state affondate con carichi radioattivi nelle nostre coste meridionali, il pentito Francesco Fonti al settimanale Espresso ha dichiarato: «Posso affermare che erano vicende molto frequenti, che molte cosche calabresi hanno adottato questo traffico dello smaltimenti dei rifiuti perché vi era un guadagno molto elevato». Dichiarazioni, di un collaboratore di giustizia dalla magistratura considerato attendibile, che tira in ballo anche politici nazionali protagonisti negli anni '80: «Mi sono occupato di rifiuti in quanto il mio capo di allora, Sebastiano Romeo, avendo avuto richieste da uomini politici per lo smaltimento incaricò me» spiega Fonti a Riccardo Bocca, «il traffico di rifiuti se non ha delle connivenze istituzionali non può andare avanti, è un traffico di multinazionali e di governi, noi eravamo il braccio di queste istituzioni ed eravamo contatti da elementi di certi servizi che agivano per conto di alcuni politici». Si conferma, quindi, il coinvolgimento delle 'ndrine come una sorta di “service” per committenti che andavano oltre quella che comunemente definiamo criminalità organizzata. Potemmo dire che la criminalità organizzata non era altro che l'esecutrice di uno smaltimento, illegale e pericoloso, commissionato da apparati di stato. Non solo la Calabria e la Sicilia, oltre che la Basilicata e la Puglia, «La Somalia era la pattumiera che ci era stata indicata dalla parte socialista che governava... lo diceva De Michelis per conto di Craxi». «Mi incontrai più volte per gestire il traffico e la sparizione delle scorie pericolose con Riccardo Misasi, l'uomo forte calabrese della Democrazia cristiana», sostiene Fonti, facendo riferimento al politico morto nel 2000. Secondo il pentito, nell'affare dei rifiuti pericolosi sarebbe stato coinvolto anche «l'ex segretario della Dc Ciriaco De Mita», con il quale si sarebbero incontrati «tre o quattro volte». Francesco Fonti ha fornito all'Espresso anche dettagli su come avvenivano gli affondamenti di navi contenenti scorie radioattive: «Si fissavano delle cariche di dinamite coperte da cemento a presa rapida e si accendeva una miccia abbastanza lunga mentre noi abbandonavamo la nave con un motoscafo».E qui si torna a tangentopoli e finalmente approdiamo a cetraro in calabria. http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2009/09/25/AMtZDPxC-inchiesta_sulle_veleni.shtml?hl
Si intravedrebbero due teschi, dagli oblò della stiva della cosiddetta “nave dei veleni”, il relitto trovato al largo di Cetraro (in provincia di Cosenza), a bordo del quale - secondo quanto riferito dal collaboratore di giustizia Francesco Fonti - ci sarebbe un carico di rifiuti tossici.
Le immagini sono state riprese - secondo quanto riportano dalla Repubblica e dal Quotidiano della Calabria - dal robot utilizzato nel corso delle ricerche intorno all’imbarcazione.
Sull’ipotesi che a bordo della nave ci siano resti umani, il Procuratore di Paola, Bruno Giordano, ha detto che «il sospetto è nato dopo alcune riprese video e le foto scattate dai robot che sono scesi in profondità. Uno dei motivi per cui è utile procedere al recupero della nave è anche quello di fare chiarezza sull’eventuale presenza a bordo delle persone».
«In molti casi - ha detto Giordano ai colleghi della Repubblica - anche gli equipaggi, come tutta la nave, sono clandestini. È possibile che alcuni fossero stati lasciati all’oscuro delle intenzioni di chi aveva organizzato il naufragio. Oppure che fossero stati puniti dall’organizzazione. Anche a questi interrogativi si potrà dare risposta solo recuperando il relitto».
Nell’inchiesta pubblicata dalla Repubblica, che proseguirà anche domani, compare un documento inedito, scritto a mano nel 1995, di Natale De Grazia, nel quale si fa riferimento ai luoghi e alle navi che sono state affondate; il capitano di fregata De Grazia morì nel dicembre del 1995 in circostanze misteriose a Nocera Inferiore (provincia di Salerno), mentre stava andando da Reggio Calabria alla Spezia, dove avrebbe dovuto verificare al registro navale i nomi di circa 180 navi affondate in modo sospetto negli ultimi anni.
De Grazia stava indagando, su disposizione della Procura di Reggio Calabria, sull’affondamento di alcune navi cariche di rifiuti.
Ieri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha interessato della vicenda relativa alla presunta presenza sui fondali tra La Spezia e Livorno di navi cariche di rifiuti e di veleni, il comandante generale delle Capitanerie di Portol’ammiraglio Raimondo Pollastrini.
Lo ha reso noto lo stesso ministro in un comunicato, facendo riferimento alla lettera ricevuta dal presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, in cui si richiede al governo un «impegno ad accertare la veridicità di questa notizia».
http://geograficamente.wordpress.com/2009/09/27/discarica-mediterraneo-%E2%80%93-le-navi-dei-veleni-dove-smaltire-le-scorie-radioattive-del-nucleare-civile-e-militare-in-africa-o-nel-mediterraneo/

Ancora oggi, dopo le ricerche con la nave oceanografica, è un mistero il nome della nave, non si sa di preciso cosa ci sia dentro, e c'è tanta gente che si ammala, e muore.....

 





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