Mi sono dedicata molto alle ricerche sulla "nave dei veleni" affondata anni fa a Cetraro (Cs). Ci sono stati degli sviluppi recenti che, comunque, non risolvono quasi nulla e lasciano ancora aperti molti quesiti, a cominciare dal nome della nave.
Ecco cosa scrive l'Ansa:
"Ansa, 8 settembre 2009: “Rifiuti in Calabria: ''Quotidiano'', si cerca
secondo relitto. Cetraro (CS). Il personale dell'Agenzia regionale per
l'Ambiente della Calabria (Arpacal) sta effettuando accertamenti al
largo della
costa di Cetraro, nel cosentino, per verificare se c'é uno scafo
affondato. Le
ricerche rientrano nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Paola
sulla
morte di alcune persone che potrebbe essere stata procurata da rifiuti
radioattivi. Lo scrive il Quotidiano della Calabria. Ricerche vengono
effettuate a venti miglia dalla costa e a oltre 300 metri di
profondità. Il
personale dell'Arpacal, al quale stamani si aggiungeranno anche quelli
del
nucleo ambientale della polizia giudiziaria, hanno perimetrato l'area e
stanno
effettuando i controlli con un apposito sonar. Si stanno facendo anche
alcune
fotografie del fondale marino per accertare se si è davvero di
fronte a un
natante inabissato. La Procura di Paola ha contattato anche la Marina
militare
la quale ha escluso che in quella zona siano affondate navi per eventi
bellici
o fenomeni naturali. L'inchiesta della Procura di Paola, avviata nei
mesi
scorsi, riguarda le morti nella zona del Tirreno cosentino che
sarebbero state
provocate dalla presenza di rifiuti radioattivi. Il sito dove sarebbero
stati
stoccati i rifiuti si troverebbe nell'alveo del torrente Oliva a Serra
D'Aiello". Non è un'Ansa qualsiasi per chi conosce anche per
sommi capi il
contesto. E la storia possibile in cui si inseriscono, geograficamente
e per
contiguità spaziale, i fatti elencati in quella notizia è
di quelle che fanno
rizzare i capelli. Non compare sui quotidiani, ma a spizzichi e bocconi
su
qualche rivista; in particolare L’Espresso e Riccardo Bocca vi hanno
dedicato
spazio e profondità di indagine. Per tenere saldo un filo logico
occorre
mettere insieme tanti pezzettini sparsi qua e là. Quando
però si inizia ad
avere anche solo una percezione di quello che potrebbe essere stato,
con
l’immaginazione che aiuta a ricostruire un quadro plausibile, non si
può non
far sapere. In quell'area (per inciso, vi ha una grande influenza la
‘ndrina
Muto di Cetraro e i Gentile di Amantea) sulla spiaggia di Formiciche
nel comune
di Amantea, il 14 dicembre 1990 si arenò la Jolly Rosso,
già conosciuta come
"nave dei veleni" poichè era andata a riprendere in Libano il
carico
tossico di una nave italiana che dopo aver girovagato per il
Mediterraneo si
era fermata là e il governo libanese ha costretto l'Italia ad
andare a
prendersi il carico. Per molto tempo, si è sospettato che la
nave trasportasse
rifiuti radioattivi e che lo spiaggiamento fosse un incidente di
percorso,
dovendo la nave essere nei propositi iniziali inabissata. Le indagini
furono
archiviate nel gennaio 1991; nel 1993, per errore, la documentazione
venne
trasmessa alla Procura di Lamezia Terme. Ripresero e fu interessata la
Procura
di Paola per competenza territoriale. A Reggio Calabria intanto
continuavano le
indagini sulle numerose navi scomparse nello Ionio e nel Tirreno e
interessata
era anche la Procura antimafia. Furono indagati anche gli armatori
Messina,
proprietari della nave che, in una vicenda giudiziaria che dura da 19
anni,
nell'aprile scorso sono stati sollevati dalla Procura di Paola da ogni
responsabilità e la loro posizione definitivamente archiviata.
E' un'inchiesta
talmente sconcertante per ciò che alcuni spezzoni, in
particolare quelli
condotti dal Pm di Reggio Calabria Francesco Neri e dal Procuratore
antimafia
Matassa, hanno portato in superficie che non si può non porvi
attenzione. Il
procuratore Matassa durante una conferenza tenuta in Francia,
organizzata da
Marc Filterman nel 2000, si era rivolto all'uditorio dicendo che quello
che
sarebbe andato a raccontare era talmente incredibile che non avrebbe
potuto rendere
nemmeno l'idea in quel poco tempo. Ci sono state, durante le indagini,
anche
morti sospette, come quella del capitano De Grazia, morto mentre stava
andando
in macchina dalla Calabria a La Spezia, città da dove era
partita la Jolly
Rosso per poi finire arenata a Formiciche. Era il 12 dicembre del 1995.
De
Grazia, durante una sosta del viaggio a Nocera inferiore, fu l’unico a
mangiare
una fetta di torta. Guidando si addormentò; ci fu un incidente e
mòrì. Stava
indagando sulle navi affondate in modo sospetto nel Mediterraneo (o
sparite) e
tra queste riteneva di poterci mettere anche la Jolly Rosso. Aveva
anche fatto
tappa a Matera per incontrare il Procuratore Pace che si stava
occupando della
centrale Enea-Sogin della Rotondella, al centro di inchieste sullo
smaltimento
di rifiuti radioattivi con implicazioni della mafia calabrese.
Cercheremo di
tener viva l'attenzione sul caso pubblicando articoli a disposizione,
inchieste
e documenti. In parte ne avevo già parlato in un articolo dello
scorso anno,
Wireless, toccando alcune figure centrali anche, almeno per la
residenza, la
nostra provincia. Le inchieste del Giudice Neri hanno toccato la
vicenda
internazionale delle navi scomparse. Sarebbero 39 le navi affondate nel
Mediterraneo tra gli anni '70 e '80, e si sospetta fosse una
modalità per
smaltire rifiuti radioattivi. E non solo per incassare l’assicurazione.
Questa
era solo un felice effetto collaterale. Sulla Jolly Rosso sono stati
rinvenuti
da parte della Capitaneria di porto documenti che riproducevano le
tecniche che
la società Odm (Ocean disposal management) stava proponendo a
mezzo mondo per
l'immersione di scorie radioattive incapsulate in proiettili di
acciaio. La
dispersione in mare dei rifiuti radioattivi è proibita dalla
Convenzione di
Londra. La società era di Giorgio Comerio (residente a Garlasco,
poi a Lugano)
e del suo socio Gabriele Moleschi. La Odm faceva affari in Argentina e
in
Africa, in particolare nel Corno d’Africa e in Somalia. A casa di
Giorgio
Comerio, a Garlasco, durante una perquisizione fu trovato il
certificato di
morte di Ilaria Alpi, uccisa il 24 marzo del 1994 a Mogadiscio (qui).
Fino a
non molti anni fa, su di un sito di una azienda del Cantone del Ticino
si
potevano ancora vedere i progetti dei missili da immersione in orgine
venduti
dalla Odm. Il suo nome è comparso anche nelle inchieste di
qualche anno fa per
lo smaltimento illegale di rifiuti tossici in Basilicata, al quale una
grande
mano l’avrebbero data esponenti della cosca Vottari-Romeo e Nirta. A
proposito
della Jolly Rosso, nel Rapporto Ecomafie2006 a pagina 344 è
scritto: ”A mettere
un carico da undici arriva la risposta che il Ministro per i rapporti
con il
Parlamento, Carlo Giovanardi, fornisce per conto del Governo ad una
interrogazione di Ermete Realacci, deputato e presidente onorario di
Legambiente. Dalle parole del Ministro, messe nero su bianco senza
reticenze e,
successivamente, dalle audizioni della Commissione parlamentare di
Inchiesta
sul ciclo dei rifiuti, presieduta dal deputato, Paolo Russo, esce
confermato un
quadro impressionante che parte dalla Rosso, ma va ben oltre la Rosso:
“da
un’attenta analisi dei documenti è emerso un imponente progetto
per lo
smaltimento in mare dei rifiuti radioattivi con la scelta dei vari siti
che,
nel pianeta e anche nel mare Mediterraneo, avrebbero raccolto I
pericolosi
rifiuti. In particolare – continua Giovanardi – il Comerio, peraltro
noto
trafficante di armi, aveva in animto di vmodificare una nave
RO-RO (le
stesse navi utilizzate per affondare le scorie radioattive),
precisamente la
Jolly Rosso, per la costruzione di particolari ordigni (le telemine) o
per
l’alloggiamento e lancio dei penetratori”. Comerio è ritenuto
"sicuramente
massone" dagli stessi Carabinieri e in una deposizione contenuta
nell'atto
che si pubblica di seguito un ex ufficiale del Nor sostiene di esserci
già
imbattuto nel suo nome, prima della vicenda Jolly Rosso, durante le
indagini
sulla fuga di Licio Gelli a Montecarlo. Di quoelle navi scomparse
parlò anche
un boss pentito dell'ndrangheta. Le sue dichiarazioni sono state
riportate in
un articolo de L'Espresso: «Io stesso mi sono occupato di
affondare navi
cariche di rifiuti tossici e radioattivi. Nel settore avevo stretto
rapporti
nei primi anni Ottanta con la grande società di navigazione
privata Ignazio
Messina, di cui avevo incontrato un emissario con il boss Paolo De
Stefano di
Reggio Calabria. Ci siamo visti in una pasticceria del viale San
Martino a
Messina, dove abbiamo parlato della disponibilità di fornire
alla famiglia di
San Luca navi per eventuali traffici illeciti. Fu assicurato che non ci
sarebbero stati problemi, e infatti in seguito è successo. Per
la precisione
nel 1992, quando nell'arco di un paio di settimane abbiamo affondato
tre navi
indicate dalla società Messina: nell'ordine la Yvonne A, la
Cunski e la Voriais
Sporadais. La Ignazio Messina contattò la famiglia di San Luca e
si accordò con
Giuseppe Giorgi alla metà di ottobre. Giorgi venne a trovarmi a
Milano, dove
abitavo in quel periodo, e ci vedemmo al bar New Mexico di Corso Buenos
Aires
per organizzare l'operazione per tutte le navi. La Yvonne A, ci disse
la
Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni
di
scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze
tossico-nocive. Ci informò anche che le imbarcazioni erano tutte
al largo della
costa calabrese in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza. lo
e Giorgi
andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia
di
ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto
con i
capitani delle navi tramite baracchino e demmo disposizione a ciascuno
di essi
nell'arco di una quindicina di giorni di muoversi. La Yvonne A
andò per prima
al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque
internazionali in
corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima
al
largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla
famiglia
Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti
di
dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a
riva. Gli
uomini recuperati», si legge nel memoriale, «sono stati
messi su treni in
direzione nord Italia. Finito tutto, io tornai a Milano, mentre
Giuseppe Giorgi
andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per
nave che erano
stati concordati». «So per certo», racconta l'ex boss
della 'ndrangheta, «che
molti altri affondamenti avvennero in quel periodo, almeno una
trentina,
organizzati da altre famiglie, ma non me ne occupai in prima persona". http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/01/Rifondazione_avviso_per_gli_appalti_co_0_9305018645.shtml
e' accusato di violazione delle norme antimafia
Rifondazione, avviso per gli appalti rifiuti
raggiunto da avviso di garanzia Rebecchi Mario 52 anni presidente del
consorzio
smaltimento rifiuti e consigliere provinciale di Rifondazione
comunista: era a
conoscenza del fatto che una ditta, della quale e' titolare, non era in
regola
con la normativa antimafia
------------------------- PUBBLICATO ------------------------------
NORME ANTI
MAFIA TITOLO: Rifondazione, avviso per gli appalti rifiuti - - - - - -
- - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - LUCCA . Avviso di
garanzia a
Mario Rebecchi, 52 anni, presidente del Consorzio smaltimento rifiuti
della
Versilia e consigliere provinciale di Rifondazione comunista. Ad
inviarlo e'
stato il sostituto procuratore circondariale di Lucca, Carmelo Asaro,
ipotizzando il reato di violazione delle norme antimafia in materia di
appalti.
Rebecchi, secondo l' accusa, sarebbe stato a conoscenza del fatto che
la ditta
che si era aggiudicata un appalto per il trasporto dei rifiuti della
Versilia
aveva sub appaltato ad un' altra azienda, che non figurava regolarmente
iscritta negli elenchi previsti dalla normativa antimafia. Oltre a
Rebecchi .
che ha negato ogni addebito . destinatario di un' informazione di
garanzia e'
il titolare della ditta al centro della vicenda. Il consorzio
presieduto da
Rebecchi raggruppa tutti i comuni della Versilia nord: Pietrasanta,
Forte dei
Marmi e Seravezza.Ostuni
Ma anche
Repubblica ne scrive un pò, già dal
2006:
Repubblica — 03 giugno 2006 pagina 6 sezione:
BARI
OSTUNI - Nessuna domanda è stata presentata all' avviso per
manifestare l'
interesse a partecipare alla gara per la rimozione dell' Hanife Ana, la
motonave turca incagliata dal 6 febbraio scorso nel mare di Ostuni,
dinanzi a
Costa Merlata. Nessuna società ha manifestato interesse a
partecipare finora
alla gara per la presentazione del piano di rimozione e dell' offerta
economica. La scadenza del primo giugno era un filtro. Il termine vero
e
proprio per la scadenza dell' avviso è il 16 giugno. Il sindaco
di Ostuni,
Domenico Tanzarella, preoccupato per i danni alla stagione balneare per
la
presenza della motonave sul litorale di Costa Merlata, ha augurato che
«gli
sforzi delle istituzioni, a cominciare dal Comune di Ostuni per finire
alla
Protezione civile passando attraverso Provincia, Regione e capitaneria,
non
siano resi vani» dalla mancata partecipazione di ditte
interessate. «Mi auguro
- ha aggiunto che non stiano facendo alcun giochetto finalizzato solo a
ricavare qualche guadagno in più rispetto a quello già
notevole messo a gara.
La mia maggiore preoccupazione è quella che vengano anteposti,
rispetto agli
interessi di tutto il territorio, quelli meno nobili legati a un
maggior
guadagno». Prostitute cinesi a Ostuni si spacciavano per turiste
Repubblica — 29 dicembre 2005 pagina 9 sezione:
BARI
OSTUNI - Gli agenti del commissariato di polizia di Ostuni hanno
scoperto nel
centro storico della città bianca una casa d' appuntamento dove
si
prostituivano due ragazze cinesi, prive del permesso di soggiorno. L'
appartamento è stato preso regolarmente in affitto da una coppia
di
connazionali per il periodo delle festività: dal 22 dicembre al
2 o 3 gennaio.
I due, che sono stati denunciati, hanno poi ceduto l' immobile alle due
ragazze. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione ieri sera hanno
trovato
alcuni clienti e sequestrato circa 7mila euro in contanti. Il
proprietario
dell' abitazione era all' oscuro di tutto. I clienti venivano attirati
da un
annuncio su un quotidiano locale, trovato nel corso della
perquisizione:
"A Ostuni, novità, prima volta, 21 anni, bellissima, bravissima,
solo
distinti. Chiamami", questo il testo dell' annuncio. Le prestazioni
costavano 50 euro ciascuna. Alla scoperta dell' Ostuni segreta grotte e
fonti
che io andrei a controllarmi se lavorassi al ministero dell' ambiente..
Repubblica — 02 settembre 2008 pagina 7
sezione:
BARI ma perche' questo furto alla stimatissima Rosanna
cancellieri eppure
ostuni e' piena di personaggi dello spettacolo e davvero piena di
migliaia di
turisti, perche' proprio ad una giornalista stimata come lei?che stesse
indagando sulle navi o che qualcuno pensasse che fosse li' per
farloanche
perche ' leggendo le mie ricerche' c'e una coincidenza con un altra
collega e
questa inchiesta sempre di rai 3 , in piu' e' una stimatissima
giornalista come la cancellieri in prima fila per i diritti
umani
, non credo che abbia mai detto le parole delle quali si e'
riportato nel
articolo.forse qualcuno voleva farsi pubblicita' perche' voleva
affiancarsi al
cognome della cancellieri fa' colpo anche in america sulla carta
stampata..
Dopo il furto di gioielli, documenti ed accessori moda (circa 7mila
euro)
subito dalla giornalista Rosanna Cancellieri, vittima insieme ad altri
ospiti
di un "colpo" nella villa dell' imprenditore immobiliare romano Mario
Iacobucci, del quale era ospite, il sindidaco di Ostuni, Domenico
Tanzarella,
si era precipitato a porgere le scuse della Città Bianca. Una
mossa forse
strategica, dettata dal timore che la notorietà del personaggio
in questione
potesse arrecare danni d' immagine alla sua città. Ora
però - "dopo le
pesanti dichiarazioni della giornalista che ha paragonato Ostuni all'
Africa" - Tanzarella "ha deciso di chiedere una azione risarcitoria
per il danno di immagine" alla sua Ostuni. Il sindaco, proprio come ha
fatto la telegiornalista mondana, risponde per le rime e va giù
duro,
ricordandole fra l' altro i passati trascorsi nel reality più
seguito di mamma
Rai. «La Cancellieri - sottolinea - deve ricordare che non sta
sull' Isola dei
Famosi e che quindi non deve approfittare di una disavventura per farsi
pubblicità a buon mercao to, diffamando e ingiuriando territori
rigogliosi e
popolazioni generose e ospitali. Sarebbe bene che ritornasse in se
stessa e
chiedesse scusa per i modi e i termini usati nell' esprimere un
legittimo
rammarico per una disavventura che è comune dalle Alpi e
Sicilia». Poi, a
proposito di quella frase "offensiva", aggiunge: «Ci avrebbe
fatto
anche onore essere paragonati all' Africa, se non fosse che la
Cancellieri quel
paragone l' ha usato con disprezzo e dileggio». Una soluzione?
«La signora,
peraltro pugliese, farebbe bene a tornare a Ostuni e chiedere
pubblicamente
scusa alla città». Sembra però difficile che la
Cancellieri possa accogliere la
proposta. Venerdì scorso, all' indomani del furto subito, la
telegiornalista
aveva usato pubblicamente parole pesanti. «Sono schifata, non
tornerò più in
Puglia - aveva detto furiosa - Ho girato tutto il mondo, ma una cosa
del genere
non mi era mai capitata». E in fretta e furia aveva fatto i
bagagli con quanto
risparmiatole dai ladri, per lasciare Ostuni, dove era arrivata da
pochi giorni
insieme ad Antonio Barea de Luna (personaggio televisivo di Rai2 e
FoxTv) per
riposarsi nella villa di Iacobucci, sulla strada fra Ostuni e
Francavilla
Fontana. Amarezza comprensibile. Ma in fondo perché non
prenderla con
filosofia, come la sua laurea le suggerirebbe? (t. tum.) Ostuni, ladri
nella
villa vip: bottino centomila euro
Repubblica — 29 agosto 2008 pagina 1 sezione:
BARI
«Sono schifata, non tornerò più in Puglia. Ho
girato tutto il mondo ma una cosa
del genere non mi era mai capitata». Rosanna Cancellieri,
giornalista del Tg3,
torna a Roma dopo aver interrotto in anticipo la sua vacanza ad Ostuni:
nella
notte tra giovedì e venerdì le hanno portato via vestiti
e gioielli per
settemila euro. Rosanna Cancellieri era ospite con Antonio Barea de
Luna
(personaggio di Rai2 e FoxTv) dell' imprenditore romano, Mario
Iacobucci, in
una villa di campagna. I ladri hanno rubato pezzi di arredamento per
oltre 20
mila euro, e 80 mila euro di assegni circolari.ostuni non lascia le mie
ricerche dalla nave haifa ana , alla ostuni segreta, ai furti ad una
giornalista
alla demolizione degli ecomostri...due ecomostri ,
. (a.g.) A Ostuni si demoliscono due ecomostri
Repubblica — 21 marzo 2003 pagina 8 sezione:
CRONACA9sempre appalti del 1994 ma firmati da chi?chi era il ministro
nel 1994
chi era il consulente perche e' il Consulente per Aziende
Italiane nel
Medio ed Estremo Oriente;essendo hanifa -ana non un nome nazionale ..le
ditte
di appalto italiane il consulente che doveva vigilare su ostuni e fare
rimuovere subito quella nave chi era? in calabria si sospetta che sia
la crusky
e questo non e' un nome nemmeno italiano ma nemenodel estremo
oriente,e'
balcano ,russo ,serbo, quindi chi c'era ad essere consulente per le
stesse
motivazioni nel 1999 come riportato da inchieste gia pubbliche a capo
quindi
responsabile di queste Aziende Italiane nell’area dei Balcani che alla
fine
delle mie ricerche pubbliche e di magistrati ed investigatori seri
scopriremo
,partire dal nord italia verso il sud..ma a ostuni troviamo anche
l'abuso
edilizio,si pensa finalmente ad abbattere due ecomostri .
Le ruspe entreranno in azione stamattina, alle 11. Obiettivo: eliminare
due
piccoli "ecomostri" che abbruttiscono la costa di Ostuni. A decidere
l' intervento è la polizia municipale della "città
bianca", su
disposizione dell' amministrazione comunale. S' inizierà dalla
demolizione
degli immobili abusivi di Cosimo Calò, in contrada Refrigerio,
all' uscita
svincolo della 379 per Diana Marina: in questo caso, le contestazioni
della
polizia municipale risalgono al lontano 1977. Ciò nonostante
è stato realizzato
di tutto: una piattaforma di 2 mila metri quadrati; tre manufatti
completi di
rifiniture che li rendono agibili; altre due piattaforme, una di 252
metri
quadrati, al cui interno sono stati ricavati 4 locali, e un' altra di
50 metri.
Altri immobili abusivi saranno abbattuti a Villanova porto,dove
Francesco
Polignino ha realizzato capannoni e altri manufatti su un' area di
proprietà
comunale e soggetta a vincolo paesaggistico, tra la Torre Angioina del
porticciolo e la zona archeologica di Villanova.
continuo le ricerche partendo da Mario Chiesa ed arrivo al nome Nello
Boni, ma che io ricordavo solo come Nello Boni ,non credevo
che
esistesse una legge che gli consentisse di diventare onorevole .
Nello Boni nel 1994, come riportato da repubblica, in Germania per
l'inchiesta tangentopoli viene condannato ,a 18 mesi di carcere ma da
dove
parti' l'inchiesta?che porto' forse ad un suo ingiusto arresto,
potrebbe essere
stato davvero ingiusto l'arresto se e' diventato onorevole? rifiuti
tossici
del magistrato Antonio Di
pietro,http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite
ora non piu' magistrato ,ma il link mani pulite lo dobbiamo al suo
parsimonioso
lavoro de grande magistrato,come riportato da questo link
,http://www.polisblog.it/post/4102/tangentopoli-edizione-2009-arrestato-mario-chiesa
di
nuovo
tirato fuori ora ,il giornale repubblica che non mi
sponsorizza
lavoriamo gratis in questo blog, e siamo tutti ferventi cattolici,
ha un
servizio straordinario per chi fa ricerche' come me, un archivio
giornalistico
vasto che incomincia dal 1984 fino ad oggi,onorevole Nello
Boni, ha
pesanti e gravi accuse. Ma dove e' stato eletto ,con quale
partito si e'
presentato?cosi' scopro che Nello Boni si presenta come da link
pubblici, alle
elezionii http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2004/06/15/UL2PO_UL201.html
a ferrara .Essendo lui modenese dove altro poteva
presentarsi?http://www.elezioni.comune.parma.it/elezioni2004/default.asp?pag=candE
ecco
il
secondo link elezioni il partito era DC-Paese Nuovo..ed io
stabilendo
che e' proprio luiposto l'articolo e il link di quando ''mani
pulita ''
tangentopoli arriva da lui in germania il 20 ottobre del 1993..
data 20 ottobre del 1993 mani pulite arriva in germania Nello Boni http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/23/mani-pulite-arriva-in-germania.html
,ma chi lo ha votato?da dove e' uscito questo miracolo elettorale?io a
questo
punto ritorno a sbirciare in repubblica e torno alla mia nave Nello
Boni Mario Chiesa rifiuti tossici, torno a ostuni, e trovo un
altro miracolo
elettorale,nello stesso anno a ostuni zone della
Hanife-Ana
la nostra nave turca incagliata dal 2006 , Il sindaco in puglia
dopo
decenni finalmentee' lo stesso che aveva risposto a toni forti
alla
giornalista di rai tre Rosanna Cancellieri, e li sempre secondo
l'articolo c'e'
un vero e proprio plebiscito ,infatti quello che si è registrato
ad Ostuni dove
è stato riconfermato alla carica di sindaco il candidato di
centrosinistra che
dichiara :"non voglio casini politici e quindi amo comprendere chi sono
le
persone delle quali mi andrei a circondare " Tanzarella che con il
59,78%
dei consensi ha di gran lunga superato tutti, ed io come le formichine
che
seguono il pane mi cerco il sindaco di ostuni, Tanzarella
, scopro
che e' un cognome a ostuni e proincia difusissimo, una famiglia
secolare
di ostuni lui grande avvocato,e ci sono online vari blog o
forum
dove alcuni tanzarella non appartenenti forse lui ma di
ostuni,
cercano gli avi.. dove si cerca addirittura la dinastia nobiliare di
questa
famiglia, che volendo essere specifica avendo letto, gli errori di
ricerca, gli
stemmi principeschi di ostuni e zone limitrofe appartengono ai
''tanzi''famiglia nobiliare di milano,lo trovo attivista verso
l'immigrazione
ecco perche' era tanto infuriato con rosanna cancellieri, per le sue
dichiarazioni, lo trovo ad accogliere niky vendola a ostuni per una
piccola
struttura benedetta dal vescovo, sempre opera della famiglia
tanzarella,e tornando
indietro sempre su repubblica trovo lo sbarco degli albanesi
ostuni e qui rovo un altro web per vedere se il periodo degli sbarchi
combaciava con la nave il web e' questo
:http://assomigra.blogspot.com/2009_02_11_archive.html dove c'e'
scritto
che e' una rete dove da allora si sono creati degli Sportelli non
profit per
l’assistenza sanitaria e legale,la erogazione dei servizi e più
in generale,per
la difesa degli interessi degli stranieri in Italia .E gli albanesi
arrivarono
3 anni prima della nostra nave come ho letto dal blog ma leggendo mi
ritrovo il
cognome del Sindaco di ostuni infatti copio e incollo per non fare
errori di
scrittura che potrebbero essere fraintesi :"hanno 'inoltre collaborato
con
l’attività del Centro il preside Franco Loparco, il Sig. Biagio
Falabella, il
maresciallo Angelo Clarizia ed i legali Avv.ti Salvatore De Stradis e
Claudio
Russo, oltre alla signora Anna Tanzarella Pavone ed all’attivo curatore
del
centro, Avv.Alfredo Cavallo. alla signora ""Anna Tanzarella
Pavone"' parente del sindaco che ha vinto ad Ostuni?sempre da
repubblica
questo Sindaco cosi' importante tutti avvocati e associati a quanto ho
compreso
,non riusciva a trovare una appaltatore che gli rimuovasse la nostra
Hanifa-
Ana , ho cercato online e scopro che sempre i 'tanzarella hanno aperto
centri
caritatevoli nel 2004 2005 niky vendola era presente alle loro
inaugurazioni ,e
queste sono le elezioni del 2004 (Repubblica — 16 giugno
2004
pagina 10 sezione: IL VOTO IN PUGLIA
BRINDISI - Torna ad essere gestita dal centrodestra l' amministrazione
comunale
di Brindisi. E' infatti l' europarlamentare forzista, Domenico
Mennitti, il
candidato che con il 53,08% dei voti si è aggiudicato al primo
turno la
poltrona di primo cittadino. Un consenso raggiunto grazie al sostegno
di
Alleanza nazionale, Udc, Pri, Pli, Nuovo Psi e Insieme per la
città (lista
civica). Rimasto a quota 38,5% il candidato del centrosinistra Vincenzo
Guadalupi. Quello registrato a Brindisi resta per molti un risultato
preannunciato perché condizionato dalla fine traumatica, quanto
anticipata,
della seconda amministrazione di Govanni Antonino finito in manette lo
scorso
ottobre insieme ad altri esponenti del consiglio comunale con l' accusa
di
corruzione, concussione e truffa. Un vero e proprio plebiscito si
è registrato
ad Ostuni dove è stato riconfermato alla carica di sindaco il
candidato di
centrosinistra che ripete sempre la stessa frase''non voglio casini
politici e
quindi amo comprendere chi sono le persone delle quali mi andrei a
circondare
'' Tanzarella che con il 59,78% dei consensi ha di gran lunga tutti
anche
nell'2009 rieletto ancora lui,a giugno.ma passiamo ad altri link, io
sono
partita per le navi dal 1994 , ma l'incidente turco italia, che partiva
da un
porto del nord quello di ravenna, come indicato anche per le navi che
dal 94 in
poi sarebbero state depositate sui nostri fondali,dovevo comprendere
quale
punto del nord italia poteva essere e hanifa ana mi ha suggerito il suo
portodi
scalo,ravenna.continuiamo con i link http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=25157
questo
e'
l'iniziono delle mie seconde ricerhe.eccone i link di inizio, tutte
ambientalistiche, e gratuite per combattere lo smaltimento dei rifiuti
tossici
,i famosi bidoni nelle acque come e' successo nella bellissima
cittadina
di cetraro, de mio grande amico paky vaccaro, uomo splendido innamorato
della
moglie che teme per le conseguenze della nave appena trovata per se
stesso, per
i suoi familiari e per i bambini di cetrato..avvelenare le acque
significa
avvelenare il pesce i crostacei, portare i bambini a fare il bagno in
quelle
acque, e i bambini non si toccano. tutto quello che c'e sulla nave di
ostuni
poi c'e la new entri,la nave dei veleni di cetraro,in calabria.
la nave Di ostuni""HANIFE ANA""(http://www.ostuni.tv/Ostuni_Film/Utenti/Ostuni_Flore/Ostuni_Filmati_Hanife_Ana.htm
la nave di cetraro calabro ,ma dato che cercando nel passato,e
precisamente nel
1994 succedeva questo e ho trovato
questo,http://reggiopress.blogspot.com/2007/11/la-nave-dei-veleni.html
""A Mogadiscio, un commando somalo uccide Ilaria Alpi, inviata del
Tg3 Rai, altra giornalista di rai tre, come rosanna
cancellieri,
che viene derubata a ostuni con Ilaria alpi mori'
l'operatore
Miran Hrovatin. I due erano in Somalia per seguire la guerra tra
fazioni che
stava insanguinandoil Paese africano e le operazioni militari lanciate
dagli
Usa,insieme ad altri paesi tra cui l'Italia, con il nome di
'Restorhope'.
Stando alle numerose testimonianze in loco, poco primadell'omicidio i
due
giornalisti stavano indagando su un trafficodi rifiuti e armi che
vedeva
coinvolto il nostro paese e lastessa Somalia. poi c'e http://www.agenziami.it/articolo/4548/Navi+dei+veleni+Nuove+rivelazioni+di+Francesco+Fonti+verra+sentito+dalla+Commissione+sulle+Ecomafie
iferendosi alle navi che sarebbero state affondate con carichi
radioattivi
nelle nostre coste meridionali, il pentito Francesco Fonti al
settimanale
Espresso ha dichiarato: «Posso affermare che erano vicende molto
frequenti, che
molte cosche calabresi hanno adottato questo traffico dello smaltimenti
dei
rifiuti perché vi era un guadagno molto elevato».
Dichiarazioni, di un
collaboratore di giustizia dalla magistratura considerato attendibile,
che tira
in ballo anche politici nazionali protagonisti negli anni '80:
«Mi sono
occupato di rifiuti in quanto il mio capo di allora, Sebastiano Romeo,
avendo
avuto richieste da uomini politici per lo smaltimento incaricò
me» spiega Fonti
a Riccardo Bocca, «il traffico di rifiuti se non ha delle
connivenze
istituzionali non può andare avanti, è un traffico di
multinazionali e di
governi, noi eravamo il braccio di queste istituzioni ed eravamo
contatti da
elementi di certi servizi che agivano per conto di alcuni
politici». Si
conferma, quindi, il coinvolgimento delle 'ndrine come una sorta di
“service”
per committenti che andavano oltre quella che comunemente definiamo
criminalità
organizzata. Potemmo dire che la criminalità organizzata non era
altro che
l'esecutrice di uno smaltimento, illegale e pericoloso, commissionato
da
apparati di stato. Non solo la Calabria e la Sicilia, oltre che la
Basilicata e
la Puglia, «La Somalia era la pattumiera che ci era stata
indicata dalla parte
socialista che governava... lo diceva De Michelis per conto di
Craxi». «Mi
incontrai più volte per gestire il traffico e la sparizione
delle scorie
pericolose con Riccardo Misasi, l'uomo forte calabrese della Democrazia
cristiana», sostiene Fonti, facendo riferimento al politico morto
nel 2000.
Secondo il pentito, nell'affare dei rifiuti pericolosi sarebbe stato
coinvolto
anche «l'ex segretario della Dc Ciriaco De Mita», con il
quale si sarebbero
incontrati «tre o quattro volte». Francesco Fonti ha
fornito all'Espresso anche
dettagli su come avvenivano gli affondamenti di navi contenenti scorie
radioattive: «Si fissavano delle cariche di dinamite coperte da
cemento a presa
rapida e si accendeva una miccia abbastanza lunga mentre noi
abbandonavamo la
nave con un motoscafo».E qui si torna a tangentopoli e finalmente
approdiamo a
cetraro in calabria. http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2009/09/25/AMtZDPxC-inchiesta_sulle_veleni.shtml?hl
Si intravedrebbero due teschi, dagli oblò della stiva della
cosiddetta “nave
dei veleni”, il relitto trovato al largo di Cetraro (in provincia di
Cosenza),
a bordo del quale - secondo quanto riferito dal collaboratore di
giustizia
Francesco Fonti - ci sarebbe un carico di rifiuti tossici.
Le immagini sono state riprese - secondo quanto riportano dalla
Repubblica e
dal Quotidiano della Calabria - dal robot utilizzato nel corso delle
ricerche
intorno all’imbarcazione.
Sull’ipotesi che a bordo della nave ci siano resti umani, il
Procuratore di
Paola, Bruno Giordano, ha detto che «il sospetto è nato
dopo alcune riprese
video e le foto scattate dai robot che sono scesi in profondità.
Uno dei motivi
per cui è utile procedere al recupero della nave è anche
quello di fare
chiarezza sull’eventuale presenza a bordo delle persone».
«In molti casi - ha detto Giordano ai colleghi della Repubblica -
anche gli
equipaggi, come tutta la nave, sono clandestini. È possibile che
alcuni fossero
stati lasciati all’oscuro delle intenzioni di chi aveva organizzato il
naufragio. Oppure che fossero stati puniti dall’organizzazione. Anche a
questi
interrogativi si potrà dare risposta solo recuperando il
relitto».
Nell’inchiesta pubblicata dalla Repubblica, che proseguirà anche
domani,
compare un documento inedito, scritto a mano nel 1995, di Natale De
Grazia, nel
quale si fa riferimento ai luoghi e alle navi che sono state affondate;
il
capitano di fregata De Grazia morì nel dicembre del 1995 in
circostanze
misteriose a Nocera Inferiore (provincia di Salerno), mentre stava
andando da
Reggio Calabria alla Spezia, dove avrebbe dovuto verificare al registro
navale
i nomi di circa 180 navi affondate in modo sospetto negli ultimi anni.
De Grazia stava indagando, su disposizione della Procura di Reggio
Calabria,
sull’affondamento di alcune navi cariche di rifiuti.
Ieri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero
Matteoli, ha
interessato della vicenda relativa alla presunta presenza sui fondali
tra La
Spezia e Livorno di navi cariche di rifiuti e di veleni, il comandante
generale
delle Capitanerie di Portol’ammiraglio Raimondo Pollastrini.
Lo ha reso noto lo stesso ministro in un comunicato, facendo
riferimento alla
lettera ricevuta dal presidente della Regione Toscana, Claudio Martini,
in cui
si richiede al governo un «impegno ad accertare la
veridicità di questa
notizia».
http://geograficamente.wordpress.com/2009/09/27/discarica-mediterraneo-%E2%80%93-le-navi-dei-veleni-dove-smaltire-le-scorie-radioattive-del-nucleare-civile-e-militare-in-africa-o-nel-mediterraneo/